Lazio in festa e' un portale aggiornato con feste, sagre, fiere, teatro, eventi, concerti, mercatini, mostre, spettacoli, commedie, manifestazioni, che si svolgono nel Lazio.
  1.  Ripartono nella Capitale gli appuntamenti di Dante per tutti, la rassegna di letture dantesche che dal 2015 incanta il pubblico romano. Giovedì 4 novembre, alle ore 21.00, verrà inaugurata la nuova stagione al Teatro Flavio con la lettura e il commento del Canto I dell’Inferno, il canto d’apertura del grande poema. Gli incontri si protrarranno nei prossimi mesi sino a maggio 2022. Ogni spettacolo prevede, oltre alla lettura e al commento del Canto, anche l’esposizione di una leggenda medievale che si allinea alle tematiche affrontate nei versi danteschi. Il Canto I dell’Inferno verrà infatti introdotto da una delle più celebri visioni dell’aldilà del Medioevo: la storia del cavaliere irlandese Tantalo, originaria del XII secolo ma letta nella sua versione trecentesca in volgare italiano. La grande novità di questa edizione sarà la scenografia, la quale sarà curata dagli allievi della Scuola di Scenografia dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli, sotto il coordinamento del maestro e professore Gennaro Vallifuoco. Uno studio attento delle leggende e dei Canti che verranno messi in scena, ha permesso ai giovani scenografi di ideare delle ambientazioni incantevoli e immersive, capaci di fare addentrare lo spettatore in un universo medievale originale e dal sapore favolistico.

     Biglietti disponibili e acquistabili al link https://www.2tickets.it/SelectTitolo.aspx?idt=1952707&set=A&car=&ide=1599   o presso il botteghino. In quest’ultimo caso, si consiglia la prenotazione telefonica al numero 06 70497905 oppure 328 1720922
  2.  Al Bioparco riprendono gli ‘Atuxtu con gli animali’ il sabato
    giovedì e venerdì appuntamento con i pasti degli animali
     
    Dall’8 maggio, ogni sabato dalle ore 11.00 alle 15.00 riprende l’attività ‘Animali e pregiudizi’, l’a tu per tu con gli animali che consiste in speciali incontri ravvicinati, a cura dello staff Bioparco, con blatte soffianti, insetti stecco, rospi, furetto, e tiliqua dalla lingua azzurra, pitone reale. Animali che possono suscitare paura o ribrezzo, ma affascinanti e soprattutto indispensabili per l’equilibrio degli ecosistemi.
    L’attività è compresa nel costo del biglietto ed è solo su prenotazione, da effettuare il giorno stesso all’ingresso, fino ad esaurimento posti.
    Ogni giovedì e venerdì si svolgono inoltre tre appuntamenti con i pasti degli animali, a cura dei guardiani del Bioparco, per scoprire gli ingredienti del pranzo di questi animali: pasto dei lemuri, ore 11.30, pasto degli elefanti 12.30 e alle 15.45 quello dei pinguini del Capo.
    Le attività sono incluse nel prezzo del biglietto Bioparco e si svolgono nel rispetto delle normative anti-covid.
    LA VISITA AL BIOPARCO L’acquisto del biglietto di ingresso si può effettuare on line (sito web bioparco.it) o presso le biglietterie. Per visitare il parco in sicurezza è obbligatorio per tutti – ad esclusione dei bimbi da zero a sei anni – essere muniti di mascherina; all’interno del parco il pubblico troverà tutte le indicazioni utili per la visita, come rispettare la distanza di sicurezza, evitare ogni forma di assembramento e non toccare balaustre e vetrate. In questo delicato periodo il Bioparco, come molte altre strutture zoologiche, è in gravi difficoltà a causa delle chiusure covid. Per dare un supporto, i link per donare sono: http://www.bioparco.it/sostieni-il-bioparco/ oppure adotta un animale: http://www.bioparco.it/adozioni/
     
    Seguici su Facebook Bioparco di Roma e su Instagram: @bioparcoromae utilizza #bioparcoroma  
     
    INFO:            www.bioparco.it  - 06.3608211
    ORARIO week end     9.30 – 19.00 (ingresso consentito fino alle ore 18.00)
    Dal lun al ven:             9.30 – 18.00 (ingresso consentito fino alle ore 17.00)
     
    TARIFFE         ingresso gratuito per bambini al di sotto di un metro
                            biglietto ridotto bambini fino a 10 anni: € 13.00   
    biglietto intero: € 16.00
    EVITA LA CODA! I biglietti si possono acquistare anche on line sul sito web del bioparco.it: https://ecommerce.bioparco.it/it/shop/biglietti
  3. Dall’11 dicembre arriva a Monterotondo BIBLIOparklet – Il Valore dello Spazio Pubblico, una nuova installazione firmata dagli Under35 dell’Associazione giovanile Paesarte che restituisce lo spazio urbano di un parcheggio antistante la Biblioteca P. Angelani al territorio, attraverso un intervento artistico nato da tre giorni di workshop. Un modo di riappropriarsi della città, attraverso la creatività, da parte di quella generazione particolarmente colpita dal Covid-19, dando non solo libero sfogo all'arte, ma andando a creare un nuovo angolo di bellezza dove poter leggere, studiare o semplicemente creare interazioni sociali. L'installazione urbana, fatta interamente in materiali naturali, comprenderà una pedana accessibile, delle sedute per la sosta e lo studio all’aperto, oltre all’inserimento di specie vegetazionali. Uno spazio pubblico temporaneo di pertinenza per vivere il territorio attraverso una nuova ottica e un altro sguardo sulla città nato dal coinvolgimento di 15 ragazzi. Dall’8 all’11 dicembre il progetto, con il Patrocinio del Comune di Monterotondo, coinvolgerà i giovani Under 35 del territorio romano in un vero e proprio workshop, grazie alla vittoria del bando VitaminaG nell’ambito del programma GenerazioniGiovani.it finanziato dalle Politiche Giovanili della Regione Lazio con il sostegno del Dipartimento della Gioventù. L’8 dicembre si darà ufficialmente il via ai lavori di preparazione del cantiere, che dal 9 al 10 dicembre vedrà coinvolti in loco i 15 iscritti under 35. L’11 dicembre i lavori si concluderanno e verrà ufficialmente inaugurata l’installazione. I partecipanti saranno seguiti da un team multidisciplinare composto da paesaggisti, architetti e videomaker, che avrà il compito di accompagnare i partecipanti nella realizzazione e installazione del BIBLIOparklet. Ogni ragazza e ragazzo che prenderà parte ai workshop potrà sperimentare in prima persona tecniche costruttive utili alla realizzazione di arredi urbani per gli spazi pubblici: assemblaggio, pittura, installazione, messa a dimora di alberature e arbusti. Un’esperienza innovativa per la Biblioteca comunale e per la città di Monterotondo che mira a promuovere una riappropriazione creativa dello spazio pubblico urbano in grado di re-immaginare nuovi luoghi di incontro e condivisione: da anonimo spazio dedicato al posteggio delle automobili, a luogo di aggregazione giovanile e produzione culturale. Il tutto nella cornice della Biblioteca P. Angelani di Monterotondo, uno dei pochi luoghi pubblici di cultura del Comune, un importante polo catalizzatore della vita diurna giovanile. Nonostante ciò gli spazi, già drasticamente ridotti dal COVID-19, mancano di un’area esterna attrezzata in grado di favorire relazioni sociali e offrire un servizio open-air dedicato allo studio o al tempo libero. L’installazione sarà dunque localizzata su due stalli auto antistanti l’area di accesso per promuovere una riappropriazione creativa dello spazio pubblico e re-immaginare un luogo temporaneo in grado di favorire l’incontro e la condivisione, legittimando i fondamentali legami sociali tra giovani. Lo spazio BIBLIOparklet sarà aperto alla cittadinanza dall’11 dicembre e nel mese di giugno 2022 ospiterà una micro rassegna di arte urbana, riaffermando così la potenzialità di uno spazio di attestarsi come riferimento sociale per i giovani e operare quale luogo di produzione culturale e come “palco aperto” ad uso dei e delle giovani, per stimolarne creatività e talenti. BIBLIOParklet è un progetto dell’Associazione giovanile Paesarte vincitore di VitaminaG - realizzato nell’ambito del programma GenerAzioni Giovani delle Politiche Giovanili della Regione Lazio con il sostengo della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per la Gioventù - il bando che dà energia alle idee degli under35, con un contributo di oltre 2,3 milioni di euro destinati a iniziative, modelli e proposte. La graduatoria viene pubblicata sul sito della Regione Lazio. Nello specifico si tratta di 100 progetti under35 premiati ciascuno con circa 25mila euro a fondo perduto A partire dall’11 Dicembre 2021 Biblioteca P. Angelani - Piazza Don Giovanni Minzoni, 2, 00015 Monterotondo RM
  4.     “I Canti di Eurasia”, la mostra experience che trasforma il visitatore in “viaggiatore” per volare alla scoperta dell'Asia con una speciale App immersiva e performance artistiche.       Cappella Orsini dal 4 novembre 2021 al 30 marzo 2022   Anteprima ad inviti 3 novembre ore 18.30      Viaggiare con l’idea di trovarsi su una sorta di tappeto volante pronti ad attraversare l’Asia attraverso le sue meraviglie, tra sculture, maschere, manoscritti, strumenti musicali, bassorilievi costumi. Un vero e proprio tour experience quello previsto dalla mostra “I Canti di Eurasia”,  promossa da Fondazione Maitreya, Istituto di Cultura Buddhista, in collaborazione con  Cappella Orsini Lab, ed esposta dal 4 novembre al 30 marzo presso la suggestiva Cappella Orsini, situata in via di Grotta Pinta 21, che permetterà ai visitatori di potersi calare davvero nei panni di “viaggiatori” grazie ad una speciale App immersiva e adattata alle specifiche esigenze in grado di animare e far suonare gli strumenti. Ben 250 le opere che, partendo dall’Oceano Pacifico, riportano fino al Mediterraneo facendo capire quanto la musica sia il denominatore comune che riunisce i Papua della Nuova Guinea con i pastori dell’Etna. Un confronto tra le diverse culture, in un’ambientazione sospesa tra spazio e tempo, nella quale sarà possibile assistere a vari appuntamenti ed affascinanti performance che avranno per protagonisti, nelle varie giornate, numerosi personaggi:   Pejman, uno dei massimi esperti di musica persiana e sufi in Italia; Oscar Bonelli, collezionista di strumenti musicali che suonerà uno a uno regalando l’impressione di trovarsi di fronte ad una vera orchestra; Barbad Project,  i fratelli Mohssenipour rappresentano un nucleo artistico e anche spirituale della loro terra d'origine che mettono sapientemente in scena; Evelina Meghnagi con le sue melodie sefardite e yemenite che hanno conquistato da Liliana Cavani a Giuseppe Bertolucci; Marta Bifano, con la sua storia di un personaggio leggendario della prima donna arrivata illegalmente in Tibet Alexandra David Neel; Cafè Loti, storie nell’antico Cafè Loti di Istanbul dove i viaggiatori si fermavano a parlare, si conoscevano; Shuluq, ovvero Calogero Giallanza che reinterpreta suoni e ritmi del Mediterraneo; Nadia Slimani e Amjed Rifaie, l’incontro tra l'arte della calligrafia araba e il corpo femminile che attraverso la danza esprime la sua prorompente forza interiore. Nella giornata inaugurale prevista in anteprima ad inviti il 3 novembre, ore 18.30, sarà tra l’altro presentato l’omonimo libro “I Canti di Eurasia”, scritto da Roberto Lucifero, direttore artistico dello spazio culturale, per una riflessione collettiva sulle culture di Roma come città del dialogo.    Cappella Orsini   Via di Grotta Pinta,21 -  Roma Infoline 347 485 6302
  5. Il 18 Novembre 2021, inaugura finalmente la stagione teatrale di Fortezza Est, ad un anno dell'apertura dello spazio culturale di Tor Pignattara, libreria, teatro, biblioteca condivisa e luogo di incontro della città, prende finalmente il volo anche lo spettacolo dal vivo. Più di 20 appuntamenti con la drammaturgia contemporanea e nuove proposte artistiche di compagnie già selezionate per il Teatro Studio Uno nella stagione 19-20 e che finalmente debuttano in questa nuova casa dell'arte. Attiva come libreria e spazio di formazione da poco meno di un anno, Fortezza Est nasce dal lavoro e dall'esperienza di Eleonora Turco e Alessandro Di Somma, già direttori artistici del Teatro Studio Uno e fondatori de La Rocca Fortezza Culturale che dopo 12 anni di attività sul territorio hanno dato vita a questa nuova realtà sempre nel quadrante Est di Roma, riqualificando uno spazio che nel tempo è stato lavanderia, chiesa, bisca, sala biliardo, palestra. Fortezza est è ora finalmente un centro culturale aperto al quartiere e alla città, uno spazio che nasce dal desiderio di restituire alla comunità un luogo dove creare, fare rete, stringere sinergie e collaborazioni, coltivare cultura. La nuova stagione 21/22 vedrà in scena debutti assoluti e conferme del panorama romano e nazionale, dal teatro-danza, alla ricerca sonora, da Kafka all'Opera, seguendo un percorso coerente di proposte destinate ad un pubblico sempre più eterogeneo e desideroso di riaffacciarsi al Teatro. Si parte il 18-19-20 Novembre con “La Vita Salva” di e con Silvia Frasson, inno alla vita e al teatro di narrazione. Lo spettacolo nato in un periodo precedente al covid, risponde comunque ad un'urgenza di raccontare la vita, in tutte le sue forme, nei dolori imprescindibili, negli incontri inaspettati, negli eventi piccoli e grandi che si susseguono e si alternano, non curanti di  noi e dei nostri desideri. Di seguito il debutto dal 25 al 27 novembre del nuovo spettacolo di Gabriele Linari sul palco insieme a Daniele Giuliani con “Amleto e suo fratello Claudio - Livore” seconda incursione di Gabriele Linari nel “regno di Danimarca”shakespeariano dopo “Amleto e sua moglie Ofelia”. In questo nuovo testo si gioca a immaginare il Re Amleto (padre del principe omonimo) e suo fratello Claudio chiusi in uno spazio-tempo sospeso, forse un attimo prima che tutto tracolli. Immersi nel freddo di una rabbia che monta: la rabbia del Potere (acquisito o mancato), la rabbia di un rapporto fraterno ormai in decomposizione. Un livore che striscia, in questo sogno pre-shakespeariano, che cresce, una grottesca nuvola nera che promette tragedia. Dal 9 all'11 dicembre spazio al Teatro Danza di Matroos DanceTheatre Company diretta da Lisa Rosamilia con il debutto in prima assoluta di SHIPWRECK 34°31'22.0"N 12°55'49.9"E, spettacolo che affronta il tema del naufragio socio/politico, culturale e identitario, come metafora della deriva dei nostri tempi. Tempi liquidi, senza punti fermi: naufragano le istituzioni, naufragano i valori, tutto muta vorticosamente, restiamo indietro senza guida, senza principi, senza una rotta da seguire perché si sono perse le “carte nautiche”, i riferimenti culturali, l’orientamento etico e morale. Il collettivo Crib sarà in scena dal 18 al 20 dicembre con “U*” lavoro che prende spunto da un fatto di cronaca avvenuto nel novembre del 2016 in Canada quando nasce Searyl Doty il primo bambino al mondo ad essere identificato come ‘U’, Undetermined (sesso indeterminato), da questo avvenimento nasce un’ampia riflessione sull’indeterminatezza dell’identità e sul significato delle categorie a livello linguistico e culturale. Dal 20 al 22  gennaio 2022 Bernardo Casertano presenta “Caligola-Assolo”, lavoro costruito in residenza a al Teatro Akropolis di Genova e all'Ex Asilo Filangeri di Napoli, prodotto dal Lemmings di Rovigo. È un atto che celebra l’eroicità dell’uomo malgrado la sua condizione. Un inno alla “spaventosa libertà” che si raggiunge prendendo coscienza della“solitudine”. Si prosegue con il teatro di narrazione, con il monologo “Appena Prima” di e con Valentina Minzoni diretta da Tania Garribba, in scena una donna e il suo percorso nella malattia dell'Alzheimer, una donna che prepara e si prepara, colloca, si aggrappa alle cose ferme: fa mondo, a modo suo. Poi le cose cominciano a uscire dalla fila, scappano e cadono pezzi di vita. Si dice “sta perdendo la memoria”, succede che si perde il mondo intero. Dal 3 al 5 Febbraio Valerio Gatto Bonanni e Guido Bertorelli in scena con lo spettacolo “Siamo Moltitudini”, il 2° capitolo dello spettacolo Altri Mondi Bike Tour: una divulgazione scientifica giocosa che ha portato il teatro a viaggiare in bici per 2000 km, conoscendo buone pratiche ambientali, toccando città dal Nord al Sud Italia, facendo spettacolo in spazi teatrali e non convenzionali. Torna Gabriele Linari dal 10 al 12 Febbraio con lo spettacolo simbolo del suo percorso artistico, “Lettera al padre”, un meraviglioso lavoro sul rapporto tra Kafka e suo padre attraverso le lettere che lui stesso non ebbe mai il coraggio di inviargli. In scena il conflitto nei confronti di una figura che incarna l’autorità assoluta, rappresentante di un mondo utilitaristico e pratico, ben lontano dalle aspirazioni dello scrittore. Dal 17 al 19 Febbraio l'attesissimo appuntamento con  rivisitazione dell'opera lirica condotta dai Tre Barba, Lorenzo De Liberato, Alessio Esposito e Lorenzo Garufo che dopo Così Fan tutte, Il barbiere di Siviglia e Rigoletto si cimenteranno questa volta con il riadattamento in chiave pop del “Don Giovanni” di Mozart, stravolgendo e reinterpretando le famosissime arie di questa opera immortale, rigorosamente dal vivo e senza strumenti. Si cambia decisamente atmosfera nello spettacolo Il numero 22 di Alessia Giovanna Matrisciano Testo vincitore della settima edizione del concorso L'Artigogolo - Scrittori per il Teatro
    Sezione Drammaturghi in azione, che dal 24 al 26 Febbraio porta in scena con Chiara Cappelli e Caterpillar, regia Daniele Casolino, la storia di amore e malattia di Caterina da Siena, una donna capace di sacrificare il proprio corpo rivendicando il suo diritto di pensare e essere libera. Dal 10 al 12 marzo ci addentriamo nelle gotiche suggestioni di “Malleus Maleficarum” di e con Morena Rastelli che ci condurrà nelle inquietanti atmosfere del tempo delle inquisizioni, al centro una donna e il suo diritto di essere strega. Dalla magia di parole antiche alle bugie dei testi medievali, dalla slam poetry contemporanea all’arringa finale, la scrittura segue le maglie del cuore che pulsa nascosto dentro ogni pezzo di storia, sceglie nel dettaglio le parole, lo stile, la costruzione sintattica per colpire e abbracciare in maniera prepotente lo spettatore. Il Collettivo Nonnaloca porta in scena dal 24 al 26 Marzo “Vuoi tu”di Veronica Chirra, con Marta Bulgherini, Irene Ciani, Camilla Tagliaferri, un ritratto cinico e attualissimo sulla potenza dei social netwoork e sulla loro pericolosità utilizzandoli in maniera sbagliata. Cosa succederebbe se tre donne agissero nel mondo reale esattamente come ci si comporta sulle piattaforme online? Come si muoverebbero quando se di fronte a loro ci fosse non uno schermo, ma una persona reale? Vuoi Tu lavora sull'urgenza di costruire degli strumenti che ci aiutino a volare e che al contempo ci proteggano dagli assalti, racconta, attraverso l'ossimoro e l'iperbole, qual è il ruolo che la parola deve avere nella nostra società. Sulla stessa tematica ma applicata al fenomeno del revenge porn Francesca Astrei va in scena dal 31 marzo al 2 aprile col delicato e toccante “Mi manca Van Gogh”, che affronta la storia del suicidio di una ragazza causato dalla diffusione di video intimi con il suo compagno, una storia raccontata dalla sua migliore amica che non riesce a concentrarsi sul suo lavoro di guida turistica, perché rivede in ogni tratto di pittura di Van Gogh, un tassello della storia della ragazza e delle conseguenze che la non-empatia della società comporta. Giuseppe Mortelliti ci porta in giro per lo stivale pedalando dal 7 al 9 Aprile “Con un quaderno nel portapacchi Milano-Udine”, resoconto, diario di viaggio su due ruote, tra sentieri, aneddoti e riflessioni. Uno spettacolo teatrale da vivere pedalando, pieno di accenti strani, personaggi bizzarri e cordiali, lupi bergamaschi e ciclisti che mangiano solo banane. Potrà capitarci di affogarci con una trota mangiata con troppa foga, di correre senza sapere il perché, o di restare fermi seduti sul prato a guardare il tramonto, in compagnia di un'anziana donna che darà un senso al nostro viaggio. Si riprende dal 21 al 23 aprile con il debutto di “Fili di Rame” con Carlotta Sfolgori diretta da Emiliano Morana, uno spettacolo ispirato ai testi di Franca Rame in una messa in scena ambientata nella periferia romana tra farsa e tragedia, ironia e sarcasmo, amore e molestie: chiusa a chiave nel suo appartamento, una donna parla della sua condizione attraverso un monologo che ci invita a riflettere e a prendere coscienza dei nostri piccoli incubi quotidiani. “Si taglia con un Grissino” del duo Sophia Angelozzi/Daniele Flamini sarà in scena il 6 e 7 maggio, un irresistibile passo a due grottesco e surreale nato da un fortuito incontro davanti allo scaffale di un supermercato alla ricerca di una scatoletta di tonno. Partendo dalla loro quotidianità, arrivano a mettersi a nudo in tono colloquiale. EÌ€ proprio cosi che vengono involontariamente svelati intimi particolari, drammi interiori e desideri inappagabili. Chiude la stagione dal 19 al 22 Maggio un evento a dir poco speciale, il collettivo Nano Egidio festeggia i suoi 10 anni+2 di attività con la trilogia condensata del Nano Egidio Reebot di e con Marco Ceccotti, Simona Oppedisano,  Francesco Picciotti. Uno spettacolo unico che è molte cose: un giallo, un drama, una comedy, un kolossal di teatro povero, un ossimoro, recitato da attori, pupazzi, giocattoli e un nano da giardino. Un unico spettacolo che racconta una storia ispirata a fatti realmente inventati, ricca di tensione, pathos, di personaggi così al limite del plausibile da sembrare veri, una comicità da prendere sul serio e dei drammi su cui scherzare. Prove di volo // Stagione 2021/2022 Fortezza est via Francesco Laparelli, 62 Roma – Tor Pignattara www.fortezzaest.com info e prenotazioni 3298027943 / fortezzaest@gmail.com
  6. L’Accademia Internazionale di Significazione Poesia e Arte Contemporanea, in convenzione formativa con l’Università degli Studi di Roma Tre, accreditata dalla Regione Lazio, iscritta all’albo di Roma Capitale e del Comune di Canale Monterano e promossa dall’Istituto Italiano di Cultura di New York, presidente fondatrice la prof.ssa Fulvia Minetti, vicepresidente il dott. Renato Rocchi, direttore artistico Antonino Bumbica, inaugura la mostra di Gloria Tranchida alla Galleria Accademica d’Arte Contemporanea della Città d’Arte Canale Monterano di Roma in Corso della Repubblica n.50 il 22 gennaio 2022 alle ore 17.00, aperta al pubblico fino al 5 febbraio 2022 con ingresso gratuito.
     
    Gloria Tranchida nasce a Roma nel 1959; dopo la maturità al Liceo Classico, si laurea con lode in Chimica e dal 1995 frequenta per tre anni i corsi di pittura dell'Accademia di Arti Decorative S.Giacomo di Roma.
    Dal 2005 espone le sue opere in gallerie di arte contemporanea e in eventi legati all'ambiente e al riciclo.  Nel 2013 apre a Roma E.Co.Point uno spazio espositivo per artisti indipendenti dedicato all’Arte Contemporanea e Ambientale, per mostre su tematiche ambientali e di ecosostenibilità di cui è tuttora organizzatrice (www.ECoPoint.biz).  Nel 2017 fonda con amici artisti operanti nella Tuscia il collettivo CoALa (Collettivo Artisti del Lago); vive a lavora a Tevignano Romano. Da sempre Gloria Tranchida ha dedicato il suo lavoro artistico alla denuncia ambientale, che, come chimico, ha anche approfondito e studiato dal punto di vista scientifico. Ha iniziato ad esporre nel 2005 unendosi alla corrente degli artisti del riciclo, con un upcycling della carta e del cartone, finalizzato a valorizzare con oro e metalli i materiali di scarto provenienti dai rifiuti, per sottolineare quanto essi siano preziosi.
     
    Le opere sono raccolte in collezioni in catalogo: “Environment”, esposta in una personale alla VAM Design Gallery di Budapest nel 2008, dedicata ai temi dell’inquinamento ambientale; “Rifili”, presentata a Roma nel 2013, dedicata ai rifiuti industriali e ad alcuni tra i principali disastri ambientali da essi provocati; “Leonia e le città invivibili” presentata a Roma nel 2014, in omaggio alla città invisibile di Italo Calvino e dedicata alle città divenute invivibili per problemi di inquinamento; “City” e “Prussian Blue - dieci paesaggi avvelenati”.  Sono in corso d’opera le collezioni “Delirio urbano”, “Climate Change” e una serie ad olio sul tema dei borghi abbandonati e lo sfruttamento del territorio. Numerose sono le mostre personali, le collettive, le pubblicazioni, riceve la selezione del Premio "Del Residu a l'Art" a Barcellona e l’opera "Solare" è acquisita dalla collezione della V.A.M. Design Gallery di Budapest.
     
    “Il linguaggio minimalista della Tranchida circonda ed esacerba una prospettiva dell’abitudine ambientale e ricorda che ambiente esterno ed interiore sono stretti nel desolato esiziale abbraccio di una medesima sostanza, a stento sopravvissuta alla cecità degli usi di vita.
     
    L’artista rappresenta il sostrato comune della vita umana e naturale con la carta, il continuum della pelle psichica della riflessione dell’uomo con la pelle viva del mondo, nell’atto che la ricicla dall’oblio del rifiuto e del rimosso dell’inconscio, dallo stato di nigredo, di smembramento indifferenziato della materia, che viene chiamata alla trasmutazione alchemica, dalla morte alla rigenerazione, alla risurrezione della coscienza, per distillazione dell’oro filosofale, dell’essenza spirituale della saggezza, che dispiega nuove prospettive sulle cose. L’artista espone così, in sinestesia con la carta, la nostra nuda sensibilità respiratoria ed epidermica e la nostra diretta verità cosciente agli ossidi di azoto (NOx) prodotti emessi durante la combustione di riscaldamento, di motori, di attività termoelettriche, inquinanti l'atmosfera.
     
    Il riciclo della carta non è così legato solamente al tema ambientale, ma anche ad un’etica della verità: il già detto torna sempre a proporsi come ancora da dire.
     
    I paesaggi dell’artista sono in bianco e nero, in alchemica denuncia dello stato in nigredo, di mortificazione della natura che, come una fenice, è costretta quotidianamente a rinascere in breve albedo dalle proprie ceneri. Le linee di forza di progetto della vita vegetale sono orizzontali e a cenni verticali, non c’è la linea curva della fillotassi, non risuona il luogo della melodia di accomodamento armonico e vitale all’atmosfera ambientale.
     
    I giardini sono pensili e l’intenzione intitolante è resa dall’artista al termine inglese “hanging”, lo stesso fatalmente impiegato per l’atto d’impiccagione, nella figurazione di una degenerante verticalizzazione della naturale dimensione orizzontale, che urbanizza l’elemento terrestre in una sorta di astrazione metafisica, le cui note di giallo sono la geometrica disillusione della floreale e fertile sinestesia pollinica, per le mordenti tinte infauste del cromo esavalente. Sono note mute di un’alba mendace, specchi ingannatori per le allodole, flavente bistro cosmetico, ferale tavolozza delle attività industriali metallurgiche, che deposita cereo sul terreno dei campi, con effetti tossici e cancerogeni.
     
    Il punto di fuga accelera e serra l’occhio del lancio di prospettiva nella direzione rettilinea della strada, a figurare la dimensione lineare del tempo della vita moderna, lontano dal tempo circolare della vita agreste, un tempo i cui istanti figli pascono dei padri, un tempo senza passato, che incolla all’illusione d’infinita perfettibilità del progresso tecnico-scientifico e che l’artista denuncia nella sua costitutiva giallastra corruttibilità, che depaupera il divenire, quando non si nutra della curvatura di senso di un eterno ritorno all’essere, di una rigenerazione naturale di vita, a vincere la vacuità di un presente di perdita.
     
    Il delirio urbano è la letterale rappresentazione dell’uscita degenerante dall’equilibrio di scambio del confine identitario: è la fragile barriera della coscienza che cede sotto i colpi del rimosso inconscio. La costituzione della città contemporanea è profondamente legata alla costituzione contemporanea dell’identità individuale, incentrata sulla nevrotica medesimezza parmenidea dell’identificazione idealizzante e troppo facilmente incline a scotomizzare ogni eracliteo divenire, che si leghi all’alterità e alla temporalità. Il meccanismo di difesa di mantenimento dello status quo apparente di una mendace perfezione egoica, asettica e atemporale è la rimozione della differenza, l’allontanamento del rifiuto a dispetto di una metamorfosi reintegrativa sempre possibile. Finanche le scorie nere dell’acciaieria sarebbero impiegabili nei laterizi di un’edilizia sostenibile. Eppure, la differenza residuale incute l’horror vacui della morte, che l’uomo ingannevolmente esorcizza con l’allontanamento e l’oblio della diversità del nero, che tuttavia ritorna sempre e con maggior veemenza.
     
    Il monito della Tranchida è rivolto allora all’abitudine, al temibile “non sapere di sapere” che arrocca città e identità sulla nevrosi rituale difensiva della falsa certezza autofondante di una coscienza adusa, che non vuole vedere e che in cecità getta via, pensando erroneamente così ad una catarsi purificatoria dalla corruzione della differenza, non certo ascrivendo ad essa il giusto valore della metamorfosi creativa e del senso stesso dell’identità, ma imputando ad essa, proiettivamente, la colpa, il peccato, il divenire di morte. Questa è la scelta contemporanea del non agire, che incorre inesorabilmente nell’essere agiti: nel ritrovarsi il complemento oggetto dell’ira del residuo dimenticato.” (Critico d’Arte prof.ssa Fulvia Minetti)
     
    www.accademiapoesiarte.com

  7. Domenica 30 gennaio a Latinaproponiamo la visita guidata gay friendly OmoGirando il Museo Piana delle Orme: il percorso bellico!
     
    Vi proponiamo una mattinata alla scoperta del Museo Piana delle Orme, uno dei più importanti e sorprendenti musei demoetnoantropologici d’Italia. Il percorso museale è piuttosto lungo ed articolato, quindi abbiamo scelto di dividerlo in due e di proporlo in due visite distinte. La visita di gennaio, in concomitanza con la Giornata della Memoria, propone un percorso nei padiglioni dedicati alla II Guerra Mondiale e alla Deportazione.
     
    Raccomandiamo di leggere accuratamente le norme di partecipazione nel sito.
     
    INFO E PRENOTAZIONI
    https://omogirando.jimdofree.com/le-prossime-uscite/

     
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    Cos’è OmoGirando?
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  8. Sarà l’universo liquido di Danilo Bucchi, dal 18 gennaio al 3 aprile 2022, a inaugurare con l’anteprima assoluta di Blu - con la curatela di Gianluca Marziani - il nuovo anno di Visionarea Artspace, progetto che, per il sesto anno consecutivo, vede il prezioso sostegno della Fondazione Cultura e Arte, ente strumentale della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, presieduta dal Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele.  Le 14 nuove e inedite tele di grande formato di Blu portano nell’avamposto del contemporaneo nel cuore di Roma, in Via della Conciliazione, le ultime visioni dell’artista romano che negli ultimi 20 anni ha esposto in Europa, America ed Estremo Oriente, entrando nel 2018, a soli 40 anni, nella collezione permanente della Galleria Nazionale D’Arte Moderna e Contemporanea di Roma con l’opera Liquid, tenendo la sua personale nella storica galleria Pièce Unique a Parigi e nel 2020 dando vita all’opera monumentale al Porto di Giardini Naxos in Sicilia. In anteprima assoluta per Visionarea Artspace, Blu è un nuovo regalo che Danilo Bucchi fa alla sua città, dopo Il paese dei balocchi, opera permanente presente al MAAM, Assolo a Tor Marancia, che lo ha visto anche protagonista alla Biennale di Venezia (15° Mostra di Architettura Padiglione Italia), e la mostra personale Lunar Black al MACRO di Roma, a cura di Achille Bonito Oliva. Un regalo speciale che sancisce, nonostante l’animo cosmopolita e l’apprezzamento internazionale di Danilo Bucchi, il suo speciale rapporto con la città eterna, annoverandolo, di fatto, tra i suoi più acclamati artisti contemporanei. Con le tele di grande formato di Blu, Bucchi torna nella sua Roma per narrare una novità sostanziale verso un colore ad alta caratura simbolica, elaborato con la consueta e meticolosa attenzione al rituale cromatico, al suo incidersi sul bianco netto dei fondali. Una coscienza gestuale che affronta il ritmo e gli equilibri del segno, captando valenze liquide che solo il blu intuisce e sostiene con empatia mediterranea, muovendosi tra le astrazioni del cielo e le brillantezze cristalline dell’acqua, aggiungendo la misteriosa coscienza minerale del blu, alchemico nel suo moto instabile delle valenze tonali, delle profondità gemmologiche, dei giochi luministici. Dopo aver affrontato la lunga respirazione del segno nero su fondali bianchi, dopo aver inserito frangenti arteriosi di rosso tra le tramature dei segni neri, dopo aver affondato lo sguardo nel nero totale, Danilo Bucchi ritrova così con Blu la geografia del bianco su cui scorrono i fiumi del suo nuovo gemello cromatico: un blu minerale e boreale, scivoloso tra anse che si allargano e stringono, tra rivoli che schizzano e compattano la densità cromatica, tra curvature elastiche che ci fanno pensare al Pianeta visto dal cielo ma anche al microcosmo che l’occhio nudo non percepisce. “Danilo Bucchi si conferma un magnetico unicum nell’attuale panorama pittorico” spiega il curatore Gianluca Marziani. “La sua identità iconografica lo colloca in un territorio limbico che ibrida la figurazione nel suo opposto e viceversa. Non esiste una lettura diretta e univoca del suo universo liquido, semmai ci si muove per slittamenti e somiglianze, dentro un contesto semantico che si identifica nel proprio stilema estetico, esaltando un processo autoreferenziale che è da sempre lo scopo ultimo della grande pittura, ovvero, la creazione di un proprio mondo che si dispieghi nei codici esegetici di uno sguardo divinatorio”. Artista: DANILO BUCCHI Titolo: BLU Curatore: Gianluca Marziani Durata: 19 Gennaio / 3 Aprile 2022 Opening: martedì 18 gennaio 2022 dalle 18:00  Luogo: VISIONAREA Art Space - Auditorium della Conciliazione Indirizzo: Piazza Pia 1 - 00196 Roma Costo del biglietto: ingresso gratuito Mail: info@visionarea.org Web Site: www.visionarea.org Ingresso libero - PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA